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Itinerari artistici

Itinerari artistici in toscana, i percorsi dell'arte, la storia, la cultura

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LUOGHI DI PIERO DELLA FRANCESCA IN VALTIBERINA

Terra di confine tra 3 regioni, Umbria, Marche ed Emilia, la Valtiberina si snoda tra gli Appennini in un paesaggio incantevole, solcato dal fiume Tevere il quale si estende in tutta la sua lunghezza fino al confine umbro, e da cui appunto la valle prende il nome. Il miscuglio di arte, storia, natura che si assapora qui, nel lembo più orientale della Toscana, offre uno scorcio di quella Toscana ancora semisconosciuta , poco frequentata dal turismo di massa e silenziosa, dove la tranquillità e il piacere di una vita sana sono scanditi solamente dai regolari ritmi della natura. Ma ecco che il turista che si muove alla scoperta di Arezzo, Monterchi, Sansepolcro e Caprese Michelangelo, ripercorre anche lo stesso itinerario fatto da Piero della Francesca nei suoi viaggi di lavoro. E’ uno dei rari casi in cui l’artista sceglie di vivere e lavorare negli stessi luoghi in cui e’ nato cresciuto e si e’ formato . Le opere maggiori del celebre pittore rinascimentale sono comprese nell’ambito di un tracciato breve e lineare, costellato tra l’altro da capolavori di altri grandi pittori e scultori italiani , tracciato che il turista può facilmente ripercorrere.

AREZZO:
Arezzo, città di confluenza di 4 valli, Valdichiana, Valtiberina, Valdarno, Casentino, e’ punto di partenza ideale per ripercorrere la vita personale e artistica di Piero della Francesca.
Quando raggiunge il momento di massima fioritura nel XIV secolo, momento che coincide con il passaggio sotto il dominio di Firenze , Arezzo accoglie i piu’ grandi artisti dell’epoca : oltre al Petrarca e al Vasari, Francesco Redi e Guido d’Arezzo. Ma è Piero della Francesca che regala alla città alcune delle opere più importanti della pittura rinascimentale.
La visita inizia proprio dalla centralissima piazza S. Francesco dove sorge l’omonima chiesa gotica di San Francesco, che conserva il ciclo di affreschi della Leggenda della Croce. Piero della Francesca lo realizzò tra il 1453 e il 1464, ispirandosi alla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine e ancora oggi colpisce la sua rivoluzionaria concezione della prospettiva, i colori e la luce.

Usciti dalla chiesa si prosegue verso corso Italia (dove si può’ ammirare il palazzo che oggi ospita l’accademia di lettere arti e scienza, ma che si conosce come presunta casa del Petrarca) e si arriva in Piazza Grande cuore della città: qui si svolge la famosa manifestazione aretina della giostra del Saracino (fine agosto), e ogni mese, ha sede la notissima mostra Dell’antiquariato.
Il nostro percorso prosegue verso il Duomo di Arezzo, bellissimo tempio medioevale al cui interno si trova un’altra opera di Piero della Francesca: la Maddalena. A pochi passi incontriamo anche la chiesa di San Domenico, affacciata su una piazzetta alberata. La chiesa espone un importante Crocifisso di Cimabue. Altro personaggio importante per la città’ di Arezzo è il Vasari, che in questo quartiere progettò e abitò la sua casa aretina.

MONTERCHI:
Monterchi, si presenta al viaggiatore come un’acropoli in mezzo alla vallata, a cui si accede da una strada piuttosto tortuosa. La fortificazione che racchiude il paese ha più di mille anni ma l’epoca di massimo splendore per Monterchi va dal XIV al XV secolo.
L’opera più importante custodita a Monterchi è la Madonna del Parto di Piero della Francesca. Il quadro fu dipinto tra il 1460 e il 1464 e si trova in un Museo appositamente dedicatole.
Merita attenzione anche la parrocchiale di San Simeone, interamente ricostruita nel XIX secolo, ma che conserva importanti opere d’arte tardo-gotiche, una terracotta robbiana e un crocifisso ligneo del ‘500.

SANSEPOLCRO:
Da Monterchi proseguendo verso l’Alta Valtiberina si giunge a Sansepolcro, ai piedi dell’ultimo tratto dell’Appennino toscano. E’ qui che nacque Piero della Francesca e che si conservano, all’interno del Museo Civico, alcune delle sue opere più significative: la Resurrezione, il Polittico della Madonna della Misericordia, il San Giuliano, il San Lodovico. Un centro studi sul Rinascimento, e’ stato creato all’interno del palazzo che fu la casa nativa dell’artista .
Il Palio della Balestra, importante manifestazione biturgense che si svolge la seconda domenica di settembre nella piazza centrale del paese, fa rivivere ancora la memoria del straordinario pittore. E’ allora che si esibiscono i famosi sbandieratori, con i costumi ispirati a Piero della Francesca che anno dopo anno stupiscono ed emozionano centinaia di visitatori.
Il centro storico di Sansepolcro conserva infine la Fortezza Medicea di Giuliano da Sangallo, la cinta muraria con le cannoniere di Bernardo Buontalenti, la cattedrale romanica e la chiesa gotica di San Francesco, tutti monumenti storici che meritano sicuramente una visita.

CAPRESE MICHELANGELO:
Dalla valle saliamo verso paesaggi boschivi di incantevole bellezza fino ad arrivare a Caprese Michelangelo, paese natale del celeberrimo Michelangelo Buonarroti. Legati alla vita dell’artista sono gli edifici più caratteristici del paese: la piccolissima chiesa di S. Giovanni e la casa del Podestà dove nacque lo stesso Michelangelo, che ospita oggi il Museo di Scultura con i calchi delle opere del pittore e sculture di artisti contemporanei.

PIEVE SANTO STEFANO:
Lasciamo il paese natio di Michelangelo alla volta di Pieve Santo Stefano, anch’esso borgo medioevale che prende il nome da una pieve sulla quale fu edificata l’attuale Collegiata di Santo Stefano. Al suo interno è conservata l’Assunzione di Andrea della Robbia, artista originario di queste zone . Oggi a Pieve Santo Stefano ha sede l’Archivio diaristico nazionale che, unico in tutta Italia, raccoglie numerose testimonianze biografiche provenienti da tutta la penisola.
Da visitare è il santuario della Madonna dei Lumi, con il suo campanile a quattro campane.

BADIA TEDALDA:
La strada chiamata Alpe della Luna porta a Badia Tedalda , ultima tappa del nostro viaggio affascinante alla scoperta del valore artistico-storico della Valtiberina: questo paese, bellissimo borgo di montagna ,offre un percorso pedonale che porta alla chiesa di San Michele, sui resti del Monastero di Sant’Angelo (IX secolo). Al suo interno una collezione di terrecotte in stile robbiano del XVI secolo .

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26 gennaio 2016